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Oscura immensità – La stampa – 12/11/2012

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SPETTACOLI
12/11/2012 – TEATRO

Gassman immenso e oscuro

Delitto e castigo secondo Carlotto

Articolo originale

MASOLINO D’AMICO

Malato terminale, un ergastolano che ha già scontato 15 anni vorrebbe passare gli ultimi
giorni da uomo libero, e per averne il permesso ha bisogno del perdono dell’uomo cui durante
una rapina ha sterminato la famiglia; ma questi, che vive nel rancore, non vuole concederglielo, a
meno che costui non faccia il nome del complice ancora a piede libero. Cardine di Oscura

immensità, pièce a due che Massimo Carlotto ha tratto dal suo romanzo, è dunque la possibilità 
della vittima di influire sulla pena del colpevole, cosa prevista dalla sharia, ma orribile per noi occidentali,
almeno per chi crede che le due giustizie, morale e 
civile, dovrebbero essere separate.
Il perdono della vittima giovi alla pace dell’anima del reo, e la società

punisca il crimine secondo i propri codici, che prescindono dalla volontà degli interessati.
Con questa non piccola riserva, è sviluppato con abilità il contrasto tra l’emergente ferocia della parte lesa
(come nell’indimenticato Borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami) e l’umanità del delinquente, di
cui peraltro non si minimizzano brutalità e cinismo – nel poco tempo che gli resta da vivere vuole
scappare in Brasile e darsi ai bagordi; e l’allestimento diretto da Alessandro Gassmann rende gli 80’
avvincenti, anche grazie a una ben movimentata scenografia di Gianluca Amodio con ispirate videografie
di Marco Schiavoni e puntuali luci di Pasquale Mari. Sono ambienti ristretti ma non soffocanti, dove
monologano a distanza gli eccellenti interpreti Giulio Scarpati e Claudio Casadio, particolarmente
incisivo quest’ultimo, la rocciosa incorreggibilità del cui personaggio si sgretola e quasi intenerisce
quando costui si lascia andare al suo dialetto romagnolo, nel cupo finale.