Il Vizietto “La Cage Aux Folles”

Commedia musicale di  Jerry Herman e Harvey Fierstein

Regia Massimo Romeo Piparo
Produzione PeepArrow Entertainment

Recensione Sipario 9 Marzo 2012

Tratto dalla commedia del francese Jean Poiret del 1973, il musical “La cage aux Folles”, firmato per la musica e i testi da Jery Herman e per il libretto da Harvey Fierstein, debuttò con grande successo a Broadway nel 1983. Sei anni dopo ne fu ricavato il fortunatissimo film “Il Vizietto” con Michel Serrault e Ugo Tognazzi.

Di questa stagione è invece l’edizione nazionale del musical che raduna un cast azzeccatissimo diretto da Massimo Romeo Piparo (che ne cura anche la traduzione italiana e l’adattamento). Due volti noti del cinema e della fiction di qualità, oltre che del teatro, impersonano la coppia gay più simpatica e disarmante degli ultimi tempi, con delicatezza, humour e accurato studio del personaggio. Si tratta di Massimo Ghini, artista a tutto tondo, che plasma senza risparmiarsi Albin (in arte la drag queen Zazà) e Cesare Bocci – tra i fondatori della Compagnia della Rancia – che ci regala un Renato che vive molto elegantemente la sua diversità. L’intesa fra i due uomini che gestiscono un night club per travestiti a Saint Tropez è ormai ventennale: sono come marito e moglie e insieme hanno anche cresciuto Laurent (Cristian Ruiz), figlio che Renato ha avuto da una fugace relazione con una ballerina (il “vizietto” appunto a cui allude il titolo). Quando il ragazzo decide di fidanzarsi con Anne (Chiara Scipione), figlia di un politico locale conservatore e moralista, cominciano i guai… La trama scoppiettante, ricca di malintesi e colpi di scena, viene proposta con qualche lungaggine nel primo tempo, per poi toccare picchi di comicità e ritmo nella seconda parte. Piace la cura riservata alla doppia ambientazione (scenografie di Gianluca Amodio): il colorato ed eccentrico appartamento, affidato alle cure della vezzosa domestica nera (un esuberante Russel Russel), e il locale notturno, regno indiscusso delle cagelles, avvenenti drug queen che compongono un validissimo corpo di ballo e si esibiscono sfoggiando look impeccabili nel trucco, nelle parrucche colorate e nei vestiti luccicanti. Un trionfo di femminile vanità, pailettes e provocazione insomma, esaltato dalle coreografie di Bill Goodson, che dimostra quanto i costumi (di Nicoletta Ercole) possano trasformare e offrire nuove divertenti identità.

Peccato che sia mancata la presenza dell’orchestra dal vivo, anche se di fatto la componente musicale dello spettacolo non sia ricchissima e tra le più memorabili del genere.

Elena Pousché

Fonte originale

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